In vino veritas

nel vino è la verità

AMMUTADORI

Il Cannonau "AMMUTADORI" è un vino ottenuto da uve di colore rosso rubino con riflessi granata e dal profumo gradevole e intenso di frutti di bosco, speziato, sapido e secco.
Consigliato con primi piatti saporiti, carni rosse e formaggi a media e lunga stagionatura.

Vitigni

Cannonau 100%

Formato

Bottiglia 75 cl

Gradazione

15.0%

Filosofia produttiva

Artigianali, Lieviti indigeni

La leggenda narra..

S’Ammutadori, nella tradizione sarda, viene descritto come un demone che agisce nel sonno per risucchiare le energie della sua preda. Provoca una sensazione di angoscia, soffocamento e oppressione, e quando la vittima apre gli occhi, sente un formicolio che porta gradualmente alla paralisi degli arti. La vittima spesso prova a gridare per chiedere aiuto, ma riesce a fatica a sussurrare debolmente. In questi frangenti il corpo è totalmente paralizzato, la capacità di comunicare è inibita, mentre la mente è sveglia e i sensi attivi. Ci si può difendere da s’Ammutadori recitando appositi “brebus” (in dialetto sardo significa “verbo, parola”), ovvero degli scongiuri “segreti” che si tramandano da genitore in figlio, e che un tempo venivano fatti recitare ai bimbi prima di andare a letto per proteggerli durante la notte. In molte località della Sardegna la credenza è talmente viva che, ancora oggi, i pastori e i coltivatori, sono riluttanti a fare un pisolino all’ombra degli alberi per paura di una sua aggressione lontano da persone che possano aiutarli.

Prodotto con passione per la vinificazione e rispetto per la terra

BRUJA

Il Vermentino "BRUJA" è un vino bianco caratterizzato da una notevole struttura, secco ma delicato e morbido al palato.

Il colore giallo paglierino e il profumo intenso di fiori di campo e di pesca gialla, lo rendono il compagno ideale di antipasti, pesce e aragosta.

Vitigni

Vermentino 100%

Formato

Bottiglia 75 cl

Gradazione

15.0%

Filosofia produttiva

Artigianali, Lieviti indigeni

La leggenda narra..

Sa Bruja è una delle figure cardine della magia nella tradizione popolare sarda. E’ una strega capace di scrutare l’ignoto, mettersi in contatto con l’oltremondo e dominare le forze della natura; preparava degli intrugli magici all’interno di un calderone che avevano il potere di far raggiungere successo, fama e amore.La preparazione dell’intruglio era accompagnato dalla recita dei “brebus” (in dialetto sardo significa “verbo, parola”), ovvero delle parole magiche. Si racconta inoltre che facessero visita ai neonati delle diverse famiglie e li mordessero per succhiare loro il sangue. Per evitare ciò, i bambini non venivano mai lasciati soli, e venivano protetti con degli amuleti come “su coccu” e un nastrino verde o giallo. Vi era poi la convinzione che la strega non sapesse contare oltre il numero sette, magico e dal forte valore simbolico. Porre una falce dentata nella stanza del bambino con più di sette denti avrebbe intrattenuto la strega, che, attratta dal desiderio di contare i denti, avrebbe ripreso la conta ogni qual volta fosse arrivata al sette (non sapendo andare oltre), e questo l’avrebbe distolta dall’aggressione verso il piccolo. Ancora oggi il termine “bruja” , (nel cagliaritano “bruscia”) viene adoperata in riferimento a donne con un sesto senso molto sviluppato e con spiccate doti intuitive e indovine.